• La Favole di Amore e Psiche

    TEATRO DUE viale basetti 12/a, parma, Italia

    La lettura della favola di Amore e Psiche può restituire tutta la sua incredibile profondità e semplicità, lo spessore di questo gioiello, il suo mistero, il suo “senso”: l’attrazione verso la divinità (Dio), la sete di conoscenza, l’insistente ricerca di “sacro” che è presente nell’uomo in tutte le epoche. Ma alla divinità ci si accosta con umiltà, con fede. C’è bisogno di quel cambiamento di prospettiva, quell’azzeramento del già conosciuto che viene da sempre raccontato nelle fiabe “caduta-conversione-risalita”. Le prove come cambiamento dell’orientamento interiore, un’inversione di rotta. Il desiderio di una maggior consapevolezza (che essendo osteggiata costituisce già in sé un’ulteriore prova): “Voglio vedere… voglio sapere… voglio conoscere…” dirà Psychè.
    Solo dopo la caduta, precipitati alla massima distanza dal luogo che costituisce la meta ultima, lo sguardo, la conoscenza sarà in grado di percepire e congiungersi fondendosi al Dio. L’Immenso. L’Indicibile.

    La Favole di Amore e Psiche è una storia narrata da Apuleio all'interno della sua opera Le Metamorfosi
    traduzione di Gabriella D’Anna
    riduzione e adattamento di Enrico Zaccheo e Monica Guerritore

    reading di Monica Guerritore

    produzione Lumina Mgr

  • LA SCIENZA DELL’INCREDIBILE Perché crediamo a ciò che non è vero (e cosa possiamo farci)

    TEATRO DUE viale basetti 12/a, parma, Italia

    Perché le persone tendono a credere alla magia, ai fenomeni paranormali o a improbabili teorie del complotto, mentre allo stesso tempo rifiutano o negano fatti scientificamente accertati? E si tratta unicamente di persone con strane idee o potrebbe capitare a tutti noi? Il fatto è che, molto spesso, sono i nostri sensi e il modo in cui funziona la nostra mente che ci spingono a credere all’incredibile. Crediamo, insomma, quello che vedono i nostri occhi, che sentono le nostre orecchie o che ci sembra a una prima impressione: dimenticando, per l’ appunto, che prima o poi tutti possiamo cadere in errore. Massimo Polidoro, il più celebre indagatore di misteri e smascheratore di inganni al servizio della scienza, ci conduce a esplorare alcuni paradossi percettivi e alcuni trabocchetti cognitivi, illustrando come la nostra mente possa trarci in inganno e farci credere a fenomeni o realtà inesistenti.

  • 𝗟𝗮 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗯𝗼𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗵𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮 𝗗𝗼𝗻 𝗖𝗵𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮

    TEATRO DUE viale basetti 12/a, parma, Italia

    È un Don Chisciotte magnetico, visionario e ostinato, ma anche sorprendentemente divertente e umano, quello a cui dà corpo e voce #MassimoPopolizio.
    In #ArenaShakespeare il celebre attore porta i sogni del celebre hidalgo in un’interpretazione carismatica che restituisce tutta la profondità del personaggio nato dalla fantasia di Cervantes.
    𝗟𝗮 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗯𝗼𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗵𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮 𝗗𝗼𝗻 𝗖𝗵𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮
    da Miguel de Cervantes
    di e con Massimo Popolizio
    musiche eseguite dal vivo al violoncello da Giovanna Famulari

  • Le ragazze di Tunisi

    TEATRO DUE viale basetti 12/a, parma, Italia

    Luca Bianchini presenta il suo nuovo libro Le ragazze di Tunisi (ed. Mondadori 2026) 

    I Brancata sono una delle tante famiglie di origine siciliana che in Tunisia hanno cercato l’America, e non sempre l’hanno trovata. Un romanzo coloratissimo che emoziona e sorprende: Luca Bianchini mescola ricordi familiari ad aneddoti esilaranti in una storia comune a molti italiani.

    Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni: tel. +39 0521230242

  • L’alfabeto rivoluzionario – Storia di Louis Braille

    TEATRO DUE viale basetti 12/a, parma, Italia

    Luca Scarlini presenta il suo nuovo libro L’alfabeto rivoluzionario – Storia di Louis Braille (ed. Clichy 2026) 

    Autore, drammaturgo e narratore, Luca Scarlini racconta la storia dell’uomo che ha cambiato per sempre il destino delle persone non vedenti. Un percorso storico e filosofico nell’universo dell’alfabeto e dell’evoluzione del linguaggio tra Ottocento e Novecento.

    Le Presentazioni sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria: 0521.230242 – biglietteria @teatrodue.org

  • NATALE IN CASA CUPIELLO

    Ricorrente
    TEATRO DUE viale basetti 12/a, parma, Italia

    Lo spettacolo, fedele al testo di Eduardo, evoca le vicende della famiglia Cupiello, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni.

    Il progetto nasce da un’idea di Luca Saccoia e Vincenzo Ambrosino che ha preso corpo dall’incontro con il sottoscritto e lo scenografo Tiziano Fario. Il presepe è l’orizzonte dentro cui si muove tutta l’opera sia in senso reale che metaforico, il presepe è l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in una umanità rinnovata e senza conflitti, ma è anche la rappresentazione della nascita e della morte, è il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo, è la miscela tra passato e presente, è una iconografia consolidata e al tempo stesso da destrutturare di continuo, il Presepe si rifà ogni anno, è ciclico come le stagioni, può piacere e non piacere. È proprio da questa ultima affermazione che siamo partiti, cosa è diventato quel Tommasino, “Nennillo”, così come lo appella la madre, considerandolo un eterno bambino? Come si è trasformato dopo quel fatidico “si” sul letto di morte del padre? A queste risposte abbiamo provato a dare corpo immaginando che Tommasino abbia pronunciato quel “si” convinto, che da allora in poi, dovesse esserci un cambiamento, pensando che non fosse solo un modo di accontentare il padre morente, ma che fosse l’inizio di un percorso nuovo, di una nascita, così come il Presepe racconta.
    Ecco allora Tommasino farsi interprete a suo modo di una tradizione, eccolo testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte. Per farlo, per rendere ripetibile il rito, Tommasino si serve di pupazzi, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il Presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano, vi prende parte, gli fornisce le battute, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del Presepe.

  • NATALE IN CASA CUPIELLO

    Ricorrente
    TEATRO DUE viale basetti 12/a, parma, Italia

    Lo spettacolo, fedele al testo di Eduardo, evoca le vicende della famiglia Cupiello, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni.

    Il progetto nasce da un’idea di Luca Saccoia e Vincenzo Ambrosino che ha preso corpo dall’incontro con il sottoscritto e lo scenografo Tiziano Fario. Il presepe è l’orizzonte dentro cui si muove tutta l’opera sia in senso reale che metaforico, il presepe è l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in una umanità rinnovata e senza conflitti, ma è anche la rappresentazione della nascita e della morte, è il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo, è la miscela tra passato e presente, è una iconografia consolidata e al tempo stesso da destrutturare di continuo, il Presepe si rifà ogni anno, è ciclico come le stagioni, può piacere e non piacere. È proprio da questa ultima affermazione che siamo partiti, cosa è diventato quel Tommasino, “Nennillo”, così come lo appella la madre, considerandolo un eterno bambino? Come si è trasformato dopo quel fatidico “si” sul letto di morte del padre? A queste risposte abbiamo provato a dare corpo immaginando che Tommasino abbia pronunciato quel “si” convinto, che da allora in poi, dovesse esserci un cambiamento, pensando che non fosse solo un modo di accontentare il padre morente, ma che fosse l’inizio di un percorso nuovo, di una nascita, così come il Presepe racconta.
    Ecco allora Tommasino farsi interprete a suo modo di una tradizione, eccolo testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte. Per farlo, per rendere ripetibile il rito, Tommasino si serve di pupazzi, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il Presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano, vi prende parte, gli fornisce le battute, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del Presepe.