In corso

LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre

Palazzo del Governatore Piazza Giuseppe Garibaldi, Parma

Le sale di Palazzo del Governatore ospitano oltre 60 opere provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: dipinti, sculture, fotografie ed arazzi che compongono una sorprendente rassegna di sguardi tra figure reali e ideali dell’universo femminile. Le donne rappresentate appartengono a mondi differenti, hanno età, condizioni, caratteri e destini eterogenei, eppure condividono la capacità di raccontare un’esperienza umana che supera il tempo in cui furono ritratte. La mostra (che si avvale di un comitato scientifico composto – oltre dai curatori – da Stefano Marson, Alberto Salvadori e Simona Tosini Pizzetti) comprende un prestito eccezionale di capolavori alla città di Parma, molti dei quali raramente concessi, provenienti dalle collezioni della GNAMC di Roma, la più ampia sul territorio nazionale di arte italiana e internazionale del XIX e XX secolo.

Chiuso lunedì e martedì

Caravaggio e la luce del Seicento

Palazzo Tarasconi via Farini, 37, Parma

Palazzo Tarasconi si prepara a ospitare una mostra che invita i visitatori a immergersi nel mondo straordinario del caravaggismo, esplorando l’influenza di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, su un’intera generazione di artisti.

Nel complesso, il percorso espositivo offre una panoramica ampia e articolata del caravaggismo, mettendo in luce la varietà dei suoi sviluppi e la vitalità dei suoi interpreti, sempre in dialogo con la potenza innovativa e irripetibile del maestro. Si tratta di un’esperienza culturale pensata per accompagnare il visitatore alla scoperta di una rivoluzione visiva che ha trasformato per sempre il modo di concepire la pittura.

Aspettando Godot

Teatro Magnani di Fidenza Piazza Verdi 1, Fidenza

Aspettando Godot, caposaldo del teatro dell’assurdo, con il suo ritmo crudele, ironico, costellato di chiacchiere debordanti e silenzi rivelatori, viene portato in scena dal Gruppo l’Albatro, storico progetto di Teatro e Salute Mentale del Teatro dei Venti. Questo testo, votato al servizio della scena, vive perché non assoluto. Presenziare allo spettacolo equivale ad accogliere l’eco di una verità esistenziale. L’ineluttabilità del nostro tragico essere-nel-mondo non deve essere vissuta con tragicità, non necessariamente. La componente umoristica è la chiave privilegiata, un riso che contiene le scomode increspature dell’essere entro i margini della leggerezza e ne permette un’accettazione. In questo modo, l’assurdo si incastra nel mosaico di un senso non ultimo, che appartiene a tutti.