• FALSTAFF. L’arte di farla franca con Emilio Solfrizzi

    Teatro Magnani di Fidenza Piazza Verdi 1, Fidenza

    Sir John Falstaff è un affabulatore instancabile, un seduttore fuori tempo massimo, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento, Falstaff attraversa il mondo con la stessa vitale arroganza del Don Giovanni molièrano e la sfrontata vitalità del celebre personaggio shakespeariano: ride alla morale, dell’onore, del destino e perfino della morte, confidando nella propria capacità di “farla franca”. Un crogiolo di personaggi grotteschi e realistici si muovono tutt’intorno: servi complici e traditori, creditori manipolabili, mariti ossessionati dal possesso, e poi Margaret e Alice. Come nelle Allegre comari di Windsor del poeta inglese, intelligenza e lucidità sono le virtù incarnate da queste figure femminili che smaschereranno Falstaff attraverso l’arma più temibile per la vanità: il ridicolo. Lo spettacolo è una riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière: due archetipi teatrali si fondono in un’unica figura per animare una commedia dedicata al potere della parola, all’inganno come linguaggio del mondo, all’illusione di “farla franca”.

  • Il Berretto a sonagli con Silvio Orlando

    Teatro Magnani di Fidenza Piazza Verdi 1, Fidenza

    Dalla novella La Verità, nascono i due atti de Il berretto a sonagli: la versione siciliana è confezionata per Angelo Musco e debutta nel 1917 a Roma. Pirandello, insoddisfatto, scriverà a Musco sottolineando la tragicità umana del protagonista, Ciampa, descrivendolo come uomo ‘non vivo, ma arcivivo’, insieme alla necessità di leggere non le parole ma l’azione parlata, poiché il dialogo si nutre non di parole, ma di ‘mosse d’anima’. Così, i tratti della contraddizione, dell’imprevisto, dell’umano restituiscono autenticità all’autore e al suo protagonista: l’uomo Ciampa comincia il suo percorso con una semplicità che giustifica una comicità ironica, per precipitare poi in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia.

  • L’arte della beffa di Molière con Alessio Boni

    Teatro Magnani di Fidenza Piazza Verdi 1, Fidenza

    Sarebbe diventato un tappezziere come suo padre se suo nonno non l’avesse portato a vedere spettacoli di strada dei comici italiani. E così, si diede al Teatro: da attore girovago di teatro viaggiante, Molière iniziò ad affermarsi come attore, scrittore e autore, prima di pessime tragedie, poi di farse così geniali e divertenti da fargli guadagnare un ingresso privilegiato alla corte di Luigi XIV, il Re Sole. Certamente, Molière rivoluzionò il Teatro: a personaggi sempre più veri, si affiancava una scena costruita come specchio deformante e sincero della realtà, uno spazio dove era concesso ridere di tutto. Lo spettacolo celebra un autore vivo e modernissimo come il suo Teatro, ancora pulsante nei teatri di tutto il mondo: se, infatti, la sua vita assume i toni e i colori di un romanzo, la sua morte non è da meno, circondata da un’aura di mistero che lascia spazio all’immaginazione.

  • Bestiario Idrico, di e con Marco Paolini

    Teatro Magnani di Fidenza Piazza Verdi 1, Fidenza

    Le opere idrauliche tendono a diventare invisibili, confondendosi con l'ambiente che le contiene: succede agli argini di terra battuta, alle golene, ma anche alle stazioni di pompaggio, ai canali, ai serbatoi e perfino alle dighe. Gli artifici che attraversano e configurano il paesaggio agricolo e industriale sfuggono alla nostra percezione: un ponte è opera viaria o idraulica? Il wc o il rubinetto sono pezzi di edilizia civile o terminali di opere idrauliche? Quanto sarebbe diverso il paesaggio agricolo senza la circolazione di acqua di irrigazione? Tra storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi emerge, insieme alla realtà del cambiamento climatico, l’intima connessione tra il governo delle acque e la qualità della vita di un intero ecosistema che abita le rive: si afferma, così, l’urgenza di riconsiderare radicalmente un paesaggio familiare, mutevole, mai definitivo.

  • Ma che razza di Otello? Rapsodia per arpa e attrice alla riscoperta dell’Otello verdiano con Marina Massironi

    Teatro Magnani di Fidenza Piazza Verdi 1, Fidenza

    Marina Massironi, accompagnata dal suono cristallino dell’arpa di Monica Micheli, restituisce al pubblico la genesi del capolavoro Verdiano con notizie storiche curiose, spunti d’attualità e riflessioni sulle dinamiche umane di cui il triangolo Otello-Iago-Desdemona si fa emblema, con umorismo sottile e spiazzante e momenti tragicamente appassionati. In questo singolare Otello, il gioco della riscrittura propone un inedito punto di vista al femminile rispetto alle eroine del melodramma e si apre a divertenti e amari cortocircuiti con l’attualità.

  • Le Sacre du Printemps di Igor Stravinsky

    Teatro Magnani di Fidenza Piazza Verdi 1, Fidenza

    In ogni metamorfosi e grande cambiamento dell’essere umano, la morte è sempre al fianco della vita, manifestandosi come un rito di passaggio o di rivoluzione interiore. Nel mondo animale e vegetale la compresenza di vita e morte diviene ancora più letterale; spesso la morte fa parte del processo fecondativo, e la vita pullula sulle carcasse decomposte. Soprattutto nel mondo degli insetti, dei semi e delle muffe la morte è una presenza espansa: la morte è un invito alla vita. La rigenerazione ciclica delle stagioni e della fecondità della terra non sono un percorso lineare, ma lo sconquasso di tutti gli elementi. La primavera è il periodo di massimo turbamento e il terrore dell’esistenza si fonde alla gioia vertiginosa dell’esserci.