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SUMMARY:BERTOZZI & CASONI Non è quel che sembra
DESCRIPTION:Il Labirinto della Masone riprende la sua stagione espositiva con la nuova mostra BERTOZZI & CASONI. Non è quel che sembra.\nProtagoniste dell’esposizione sono le sorprendenti creazioni del duo Bertozzi & Casoni\, maestri indiscussi della ceramica contemporanea capaci di dare vita a sculture che stupiscono per la loro ricercatezza tecnica e formale e che raccontano la società contemporanea con sguardo lucido ed originale. \nIn particolare\, le opere dei due artisti mettono in luce il tema della corruzione e del disfacimento dell’ambiente naturale dovuto all’intervento umano\, evidenziando il potenziale rigenerativo custodito nella natura stessa.\nIn un’epoca caratterizzata da una crescente consapevolezza ecologica\, la mostra si propone di esplorare la complessa relazione tra uomo e natura\, tema centrale anche nello statuto della Fondazione Franco Maria Ricci\, e si erge come un monito e un richiamo alla responsabilità collettiva.\nBERTOZZI & CASONI. Non è quel che sembra è un viaggio emozionale e intellettuale che invita il pubblico a confrontarsi con le conseguenze delle azioni umane sull’ambiente.
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SUMMARY:FILARMONICA ARTURO TOSCANINI al Labirinto della Masone
DESCRIPTION:FILARMONICA ARTURO TOSCANINI al Labirinto della Masone \nLa Filarmonica Arturo Toscanini nasce a Parma nel 2002 come prosecuzione della storica Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini. Oggi è considerata tra le più importanti orchestre sinfoniche italiane.\nIspirata ai valori di Arturo Toscanini – rigore\, talento\, estro e impegno – l’attività dell’orchestra si caratterizza per una continua ricerca di qualità\, dal repertorio classico al contemporaneo\, dagli ensemble cameristici al grande sinfonismo. \nNote d’Opera – Musiche di W. A. Mozart\, G. Verdi\, G. Rossini\, G. Puccini – T. Ussardi\, direttore \nIn caso di maltempo: Palazzetto dello Sport Olimpia – In collaborazione con Avis Fontanellato
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SUMMARY:“MUSCA DEPICTA – C’è una mosca sul quadro” al Labirinto della Masone
DESCRIPTION:Il Labirinto della Masone ospita per la primavera 2024 la nuova mostra MUSCA DEPICTA. C’è una mosca sul quadro\, una grande e curiosa esposizione che insegue le apparizioni della mosca nelle arti visive a partire dalla scuola di Giotto e fino al contemporaneo. \nIl piccolo insetto invaderà le sale espositive del Labirinto in occasione dei quarant’anni dalla pubblicazione da parte di Franco Maria Ricci del volume Musca depicta\, in cui l’illuminante saggio di André Chastel ripercorreva per la prima volta le incarnazioni artistiche del ronzante dittero nella pittura europea dal XV al XVII secolo. \nObiettivo della mostra è dunque quello di ampliare notevolmente il quadro delineato nel libro del 1984\, offrendo una lettura sfaccettata di un insetto da sempre considerato molesto e inopportuno\, la cui rappresentazione ha svelato nel tempo retroscena e curiosità controverse. \nPiù di cinquanta opere tra tele\, grafiche\, sculture e volumi manoscritti e a stampa si snodano nel percorso espositivo secondo uno specifico ordine tematico; ma\, come ricorda Leon Battista Alberti nell’Elogio contenuto nel fondamentale incunabolo che apre la mostra\, la mosca è libera: non conosce gerarchie né limiti di pertinenza. \nNell’antichità la rappresentazione realistica di una mosca nel quadro poteva suggestionare diverse interpretazioni\, dal monito cristiano di non abbandonarsi alle mondanità\, fino all’idea che l’effimera creaturina potesse incarnare la fugace fama dell’artista\, passando per l’inganno – il trompe l’oeil – che dimostrava il virtuosismo del pittore.\nQuesto scherzo illusionistico fine a se stesso\, affermazione di una certa abilità tecnica\, con il tempo muta di significato\, tra chi considerava la mosca simbolo mortuario e precario\, fondamentale corredo di Vanitates\, e chi invece un insetto come tanti\, trovatosi a dover competere nelle nature morte con le più attraenti farfalle. \nLa (sincera?) simpatia nei confronti della mosca da parte dell’Alberti – che arriva ad affermare: “E quindi di gran lunga sono superiori le mosche e per il loro grande splendore sono più illustri delle api” – viene presto ribaltata dall’interpretazione negativa che ne fa la simbologia cristiana\, testimoniata in mostra dalle opere del trecentesco Giovanni del Biondo o dal leonardesco Martino Piazza da Lodi.\nStrettamente connessa alla tematica religiosa è quella del Memento Mori\, del deperimento del corpo e dell’imminenza della morte: l’artista contemporaneo Damien Hirst\, che più volte ha lavorato con questo insetto\, partecipa con il suo Fear of Death (Full Skull)\, un teschio completamente ricoperto di mosche che riprende l’iconografia tanto presente nell’arte del Cinquecento.\nVariopinte composizioni floreali in cui una mosca ha deciso di posarsi\, realizzate da maestri del barocco come Willem van Aelst\, Isaak Soreau e Giovanna Garzoni\, decorano la sala dedicata alle nature morte e la condividono con alcuni dei più importanti volumi a stampa dedicati all’insetto\, dagli acquerelli di Ulisse Aldrovandi agli eleganti disegni di Maria Sibylla Merian.\nLa mosca si adagia indifferentemente anche su alimenti e animali\, come nelle opere immobili e iperrealistiche dell’attuale Maurizio Bottoni\, mentre nel video FLY di Yoko Ono è un corpo nudo ad esserne attraversato per 24 minuti.\nInfine\, le api nella tela del caravaggesco Orazio Riminaldi riportano l’attenzione all’iniziale provocazione dell’Alberti. \nPrestatrici delle opere sono prestigiose istituzioni nazionali e internazionali come le Gallerie degli Uffizi di Firenze\, i Musei Vaticani di Roma\, la Galleria Sabauda di Torino\, il Musée du Louvre di Parigi\, il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid\, il National Historical Museum di Stoccolma e molti altri\, oltre a numerose collezioni private e opere della Collezione Franco Maria Ricci. \nIl percorso\, infine\, stuzzicherà la vista quanto l’udito: colonna sonora della mostra è il brano La Folie des Mouches\, Variazioni e Fuga su un Tema di Händel per violino solo appositamente commissionate al compositore Massimiliano Matesic: l’andamento di una danza barocca è trasfigurato in un virtuosismo allucinato e stridente\, che alterna attimi di lirismo all’imitazione\, divertente quanto perturbante\, del ronzio delle mosche. \nIn occasione della mostra sarà pubblicato un nuovo volume per le edizioni Franco Maria Ricci\, con testo di presentazione a cura di Sylvia Ferino\, la ristampa dello studio critico di André Chastel\, un saggio storico-scientifico a cura di Lucia Tomasi Tongiorgi e Giuseppe Olmi e un contributo letterario di Carlo Ossola. \nA cura di Sylvia Ferino ed Elisa Rizzardi \nFino al 30 Giugno 2024
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SUMMARY:Orhan Pamuk - Parole e immagini
DESCRIPTION:18 novembre 2023 – 17 marzo 2024\nA cura di Edoardo Pepino\nProgetto multimediale di NEO (Narrative Environments Operas) \nIl Labirinto della Masone accoglie per la stagione autunnale una nuova grande mostra dedicata allo scrittore Orhan Pamuk\, premio Nobel per la Letteratura nel 2006\, e alla sua inedita produzione grafica. \nDa più di dieci anni\, giorno dopo giorno\, Pamuk popola di parole e immagini le pagine dei suoi taccuini: di questi\, dodici verranno esposti e commentati in un percorso scenografico\, reale e spettacolare insieme. \nOltre a essere presenti in mostra\, i preziosi taccuini verranno infatti raccontati dall’autore medesimo in un documentario-intervista inedito\, e approfonditi grazie a proiezioni che porteranno i visitatori ad immergersi nel mondo dello scrittore turco. \nFino ad oggi queste immagini colorate\, spesso oniriche\, sono rimaste sconosciute anche agli estimatori più attenti dell’opera di Pamuk. La notorietà come scrittore\, infatti\, prevale su questa sua dote pittorica (corredo privato che rischiava di rimanere destinato ad amici e ai familiari); ma il mezzo grafico si è rivelato necessario per esprimere concetti che solo con le parole non sono dicibili né sostenibili: l’esigenza di scrivere e disegnare insieme\, affollando il limitato spazio della pagina vuota\, è la premessa di una pratica artistica istintiva nella quale letteratura\, pensiero e disegno si completano. \nLe prime illustrazioni risalgono al 2009 e le ultime a quest’anno\, poiché la sua produzione grafica continua ininterrotta ogni giorno: poesia visiva\, atmosfere sognanti e note di viaggio si alternano tra le pagine dei taccuini\, “filtrate” dal mondo interiore di Pamuk. Emerge una profonda conoscenza della tecnica del disegno\, così come profonda è la meditazione sugli artisti del passato\, che l’autore conosce bene. Molte volte da scrittore ha ribadito il suo apprezzamento nei confronti di figure come Anselm Kiefer\, Raymond Pettibon\, Cy Twombly verso i quali da disegnatore ha mostrato il suo debito: in tutti questi casi il gesto e spesso la parola diventano elementi fondamentali della composizione. \nNella prima sala della mostra\, i taccuini scelti dall’autore insieme al curatore verranno esposti aperti\, mostrando una selezione delle immagini più significative. Schermi digitali forniranno\, poi\, una visione più completa del loro contenuto\, permettendo a ciascun visitatore di muoversi pagina dopo pagina tra le numerosissime illustrazioni\, ingrandendole e leggendone i testi tradotti. La videoproiezione di un’intervista inedita a Orhan Pamuk\, allestita nella seconda sala\, permetterà di addentrarsi nella poetica del romanziere\, approfondendo il rapporto tra parola e immagine. \nL’ultima parte del percorso espositivo conduce il pubblico in una dimensione più intima.\nL’allestimento della terza sala si ispira infatti alla casa dello scrittore-artista\, da sempre un punto privilegiato di osservazione su Istanbul\, la sua città\, e sui mondi che racchiude. I paesaggi di Pamuk non sono quasi mai\, infatti\, raffigurati dalla posizione di chi vi sia immerso: esiste una separazione fra l’occhio sul mondo e il mondo stesso\, e le finestre diventano così l’elemento chiave\, soglia che si apre su una realtà prossima e distante allo stesso tempo. Sei schermi accostati e leggermente sovrapposti uno all’altro\, a evocare idealmente le finestre dell’abitazione\, proietteranno immagini dei taccuini alternate a immagini fotografiche e note da diario\, in un rimando continuo di sogni e accadimenti. Memoria e immaginazione si fonderanno così in un linguaggio fatto di accostamenti\, di sensazioni\, di ricordi\, di bianco e nero e colore. Tappeti turchi “grandi e pesanti”\, come quelli che Pamuk stesso descrive nei suoi ricordi\, sono infine disposti nella sala: metafora del profondo radicamento alla dimensione personale dell’autore\, inviteranno il visitatore ad accedere al suo mondo interiore\, sedendosi e osservandolo. \nIn occasione della mostra\, Moleskine – in collaborazione con Franco Maria Ricci – celebra il gesto premuroso e riflessivo di far scorrere la penna su una pagina bianca attraverso una edizione speciale e limitata. Un “catalogo concettuale” della mostra\, che ognuno potrà compilare da sé usando la scrittura a mano\, gesto universale e allo stesso tempo fortemente personale. Oggi il taccuino Moleskine è riconosciuto come icona della cultura contemporanea\, simbolo di una continua staffetta creativa tra epoche\, culture e persone\, erede e successore del taccuino leggendario usato da artisti e pensatori negli ultimi due secoli\, così come lo utilizza oggi Orhan Pamuk. \nInformazioni\nLa mostra è aperta tutti i giorni\, tranne il martedì\, dalle 09.30 alle 18.00\, ultimo ingresso alle ore 16.30.\nLa biglietteria è aperta fino alle 16.30. L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci. \nAcquista il tuo biglietto qui: www.labirintodifrancomariaricci.it \nFonte testo e foto: www.labirintodifrancomariaricci.it
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SUMMARY:Caccia al Tesoro Botanico al Labirinto della Masone
DESCRIPTION:Ritorna finalmente il tradizionale appuntamento di Pasqua e Pasquetta al Labirinto della Masone\, in collaborazione con il network Grandi Giardini Italiani. \nIn occasione delle giornate di domenica 17 e lunedì 18 aprile 2022 il grande labirinto di bambù diventa teatro di un’avventura appassionante\, alla scoperta dei segreti che lo rendono così speciale.\nCon l’aiuto di una mappa dedicata\, le famiglie che decideranno di partecipare dovranno esplorare il parco in lungo e in largo per scovare gli angoli più nascosti e risolvere gli enigmi che incontreranno: solo così i “piccoli botanici” potranno vincere la sfida. \nInformazioni:\nAttività indicata per bambini dai 6 ai 10 anni.\nOrari: Si accede a partire dalle 10.30 e fino alle 17.30\, la struttura chiude alle 19.00\nPrenotazione: Attività inclusa nel biglietto di ingresso al Labirinto della Masone. Gli ingressi sono contingentati\, per accedere alla struttura e dunque partecipare è necessario acquistare online i nostri biglietti: l’acquisto online coincide con la prenotazione del proprio ingresso all’orario desiderato. La struttura si riserva la possibilità di chiudere gli ingressi una volta raggiunto il numero massimo di accessi possibili. \nLa manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo. \nPer informazioni: 0521 827081 e-mail: labirinto@francomariaricci.com\nFonte testo: www.castellidelducato.it – Fonte foto: www.floornature.it
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SUMMARY:Dall’Alto: Aeropittura Futuristica
DESCRIPTION:DALL’ALTO. Aeropittura futurista\, a cura di Massimo Duranti con la collaborazione di Andrea Baffoni. \nL’esposizione intende offrire una ricognizione sistematica di un movimento che coinvolse alcuni tra i principali artisti italiani della prima metà del Novecento\, rimarcandone le specificità anche nei confronti delle altre correnti che si svilupparono a partire dal Futurismo. \nPaesaggi\, aerei\, visioni dall’alto a volte dilatate\, distorte o addirittura capovolte: l’Aeropittura esalta con sintesi ed essenzialità la velocità\, il movimento e la simultaneità del volo come atto fisico e come stato d’animo.\nQuesta specificazione futurista vide la sua consacrazione nel 1931 con un Manifesto dedicato a firma di Balla\, Depero\, Dottori\, Benedetta\, Fillia\, Somenzi e Tato\, ma già dalla metà degli anni Venti aveva iniziato a diffondersi tra alcuni pittori futuristi – fino ad assumere ufficialità alla fine del decennio a partire da uno scritto di Mino Somenzi del 1928 e da un articolo di Filippo Tommaso Marinetti del 1929. \nLa mostra è aperta tutti i giorni\, tranne il martedì\, dalle 10.30 alle 19.\nL’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone\, che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci. \nFonte testo e foto: www.labirintodifrancomariaricci.it
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