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SUMMARY:Mostra “ERTÉ Lo stile è tutto” al Labirinto della Masone
DESCRIPTION:Dal 28 marzo al 28 giugno 2026\nA cura di Valerio Terraroli \nIl Labirinto della Masone dedica la sua nuova mostra primaverile a Erté\, una delle figure più emblematiche del gusto Art Déco. \nScenografo\, costumista e artista visivo tra i più poliedrici e visionari del Novecento\, Erté seppe fondere in un linguaggio inconfondibile gli elementi decorativi e simbolici della modernità tra le due guerre.\nI suoi disegni\, tra geometrie sofisticate ed eleganze impossibili\, raccontano il mutare degli stili e l’inarrivabile mondo delle dive\, ma anche il dialogo tra alta moda e cultura di massa.\nPresente con le sue opere nelle principali collezioni pubbliche e private del mondo\, Erté è al centro di un’esposizione che riunisce oltre centocinquanta lavori\, molti dei quali mai esposti al pubblico\, offrendo uno sguardo ampio e inedito sulla varietà e la ricchezza del suo universo creativo. \nGiunto a Parigi dalla Russia nel 1912\, Erté (nato con il nome di Roman Petrovič Tyrtov e poi traslato in francese come Romain de Tirtoff) inizia a lavorare giovanissimo per Paul Poiret\, il couturier che avrebbe rivoluzionato la moda del primo Novecento.\nDal 1915 collabora con Harper’s Bazaar\, rivista per cui realizza oltre duecento copertine fino al 1937.\nGrazie a questa lunga collaborazione\, che contribuisce a definire l’immaginario visivo dell’Art Déco\, si afferma come illustratore a livello internazionale.\nI suoi lavori compaiono anche su Vogue\, Cosmopolitan e The London News\, consolidando la sua fama su entrambe le sponde dell’Atlantico.\nParallelamente\, disegna costumi per il Music hall e per le grandi produzioni teatrali che animano la Parigi e la New York degli anni Venti\, arrivando fino al cinema di Hollywood: da Mistinguett a Marion Davies\, da Sarah Bernhardt a Mata Hari\, le creazioni di Erté trasformano ciò che è ordinario in straordinario.\nLe sue scene per le Folies-Bergère e le Ziegfeld Follies diventano veri e propri paesi delle meraviglie grazie a invenzioni memorabili come i “sipari viventi” e i “costumi collettivi”.\nNon sorprende che i suoi disegni abbiano avuto tanta risonanza: innovativi\, eleganti e stravaganti\, sono divenuti icone di un Déco sfavillante e interpreti di un’estetica profondamente affine all’universo di Franco Maria Ricci. Fu proprio l’editore a pubblicare\, nel 1970 per la collana I Segni dell’Uomo\, il primo importante volume in lingua italiana dedicato a Erté\, con un testo di Roland Barthes.\nIn quell’occasione alcune sue opere entrarono a far parte della collezione oggi conservata presso il Labirinto della Masone\, di recente arricchita con l’acquisizione di quattro ulteriori disegni dell’artista russo.\nIn un momento di rinnovato interesse critico ed espositivo per l’Art Déco\, la mostra offre un’ampia rilettura dell’opera di Erté\, restituendone la complessità e la modernità.\nIl percorso espositivo propone oltre centocinquanta opere\, tra disegni\, bozzetti (alcuni provenienti dal Victoria & Albert Museum di Londra)\, pochoir\, litografie\, documenti e materiali cinematografici\, con particolare attenzione agli anni Dieci\, Venti e Trenta\, considerati il momento più originale e felice della sua lunga carriera.\nAccanto ai prestiti da collezioni private italiane e internazionali\, sono esposte anche le ventotto opere appartenenti alla collezione Franco Maria Ricci.\nL’allestimento\, di forte impatto scenografico\, accompagna il visitatore nell’universo visivo di Erté attraverso sezioni tematiche che approfondiscono i principali ambiti della sua attività: dai figurini al teatro e al Music Hall\, dalle collaborazioni editoriali alle celebri serie dell’Alfabeto e dei Numeri.\nPosti in dialogo con i capolavori esposti\, gli abiti in carta realizzati dall’artista Caterina Crepax offriranno infine un’interpretazione fantastica e tridimensionale delle creazioni di Erté. \nLa mostra è curata da Valerio Terraroli\, con organizzazione di Elisa Rizzardi e allestimento di Maddalena Casalis. \nPer l’occasione sarà pubblicato un omonimo volume edito da Franco Maria Ricci\, con testi di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia. \nOrari\nFino al 30 Marzo 2026\ndalle 9.30 alle 18\, ultimo ingresso alle ore 16.30\nLa biglietteria è aperta fino alle 16.30. \nDal 31 Marzo 2026\ndalle 10.30 alle 19\, ultimo ingresso alle ore 17.30.\nLa biglietteria è aperta fino alle 17.30. \n  \nFonte testo e foto: Labirinto di Franco Maria Ricci
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SUMMARY:“Ricordi di famiglia” al Castello di Scipione
DESCRIPTION:Racconti di vita quotidiana attraverso un’esposizione di preziosi oggetti\, antichi documenti e fotografie appartenuti alla famiglia della Marchesa Maria Luisa Pallavicino. Un’esposizione itinerante attraverso le sale del Castello\, che racconta il rituale dell’ora del tè nel salotto azzurro\, tra preziosi argenti del secolo scorso\, porcellane di Meissen e Sèvres del Settecento e Ottocento ed eleganti ventagli di famiglia. Numerosi i ricordi degli anni di gioventù della Marchesa Maria Luisa Pallavicino\, dal sontuoso abito da ballo delle Sorelle Fontana\, indossato per il ricevimento di matrimonio di S.A.R. la Principessa Maria Pia di Savoia\, alle fotografie che la ritraggono ai ricevimenti nei saloni del Castello Reale di Laeken in Belgio. \nLa mostra è inclusa nel percorso della visita guidata al Castello\, il più antico della Provincia di Parma. Un tour suggestivo attraverso i saloni con soffitti a cassettoni\, affreschi e camini del Quattrocento e Seicento\, e i meravigliosi spazi esterni\, dal grande giardino con vista panoramica\, alla terrazza con l’imponente loggiato Seicentesco\, entrambi con viste magnifiche sulle colline a perdita d’occhio\, passando dallo scalone dei cavalli con il suo giardino segreto\, che regala magnifiche fioriture primaverili. \nDomenica e festivi: ore 10.30 e 11.30; 15.00; 16.00; 17.00 – Pasqua e Pasquetta ultima visita alle ore 18
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SUMMARY:“Il Simbolismo in Italia” alla Fondazione Magnani Rocca
DESCRIPTION:14 marzo – 28 giugno 2026\nFondazione Magnani-Rocca\, Mamiano di Traversetolo – Parma \nBellezza\, mistero\, ossessione. Una delle più grandi mostre mai dedicate al Simbolismo italiano. \nPiù di 140 opere — dipinti\, sculture\, incisioni — rivelano al grande pubblico la stagione più visionaria dell’arte italiana tra Otto e Novecento: un capitolo che si sviluppò in dialogo serrato con una tendenza internazionale che muoveva da varie declinazioni del preraffaellismo e da una cultura francese e mitteleuropea che aveva in Gustave Moreau e Arnold Böcklin alcuni dei suoi principali riferimenti. Eppure la via italiana al Simbolismo seppe elaborare una propria fisionomia\, riconoscibile nella convergenza tra istanze spirituali e la costante riflessione sul mito e sul paesaggio capace di tenere insieme tradizione e modernità. \nLa natura come organismo vivente\, il mito come esperienza perturbante\, la figura femminile come presenza ambivalente\, il paesaggio come spazio dell’interiorità\, il segno grafico come veicolo dell’invisibile: sono i nuclei tematici delle sette sezioni della mostra\, concepite per restituire tutta la complessità e l’ampiezza dell’immaginario simbolista italiano. \nLa mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915\, curata da Francesco Parisi e Stefano Roffi\, compie un’operazione critica necessaria: distingue gli artisti che elaborarono consapevolmente un lessico simbolista da quelli che aderirono occasionalmente a mode iconografiche. Ne emerge la ricostruzione filologica di un linguaggio autonomo\, sviluppato in dialogo serrato con le ricerche europee ma dotato di caratteri propri. \nTra gli artisti in mostra: Giovanni Segantini\, Giuseppe Pellizza da Volpedo\, Gaetano Previati\, Arnold Böcklin\, Edward Burne-Jones\, Franz von Stuck\, Max Klinger\, Domenico Morelli\, Giulio Aristide Sartorio\, Galileo Chini\, Luigi Russolo\, Leonardo Bistolfi\, Adolfo Wildt\, Giulio Bargellini\, Adolfo De Carolis\, Francesco Paolo Michetti\, Plinio Nomellini\, Emilio Longoni\, Ettore Tito\, Carlo Fornara\, Duilio Cambellotti\, Felice Carena\, Alberto Martini\, Cesare Saccaggi\, Libero Andreotti\, Ettore Ximenes\, Mario De Maria\, Mariano Fortuny. \nIl percorso espositivo illumina le ragioni storiche di una ricezione più tarda rispetto a Francia\, Belgio e area mitteleuropea\, e documenta gli scambi decisivi: la permanenza di Arnold Böcklin a Firenze\, il milieu preraffaellita attivo tra Roma e Firenze\, i soggiorni di Max Klinger\, l’influenza della colonia dei Deutsch-Römer. Ne emerge un quadro in cui l’Italia non è periferia\, ma laboratorio di soluzioni formali elaborate in costante confronto con l’Europa. \nOrari\nDal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – Sabato\, Domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).\nLunedì chiuso (aperto Lunedì di Pasqua). \nPrezzi\n€ 15\,00 valido anche per le raccolte permanenti\n€ 13\,00 per gruppi di almeno quindici persone\n€ 5\,00 per le scuole e sotto i 14 anni \nInformazioni e prenotazioni gruppi\nTel. 0521 848327 / 848148 info@magnanirocca.it\nIl sabato ore 16.30 e la domenica e festivi ore 11.30\, 16.00\, 17.00\, visita alla mostra con guida specializzata; è possibile prenotare a prenotazioni@magnanirocca.it \, oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 20\,00 (ingresso e guida). \n  \nFonte testo: https://www.magnanirocca.it
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